Mio padre

Mio padre era un bandito
aveva fatto la galera
aveva un vizio antico
si ubriacava ogni sera

passava tutto il giorno dentro il bar
e non andava mai a lavorare
tornava a casa tardi e barcollava
e mia madre stava sveglia ad aspettare

Mio padre era un barbone
lo trovavo steso sopra alle panchine
frequentava compagnie di prostitute e tossicomani
e insidiava le ragazzine

Prendeva a calci i cani per la strada
e bestemmiava con una voce aspra e dura
e quando si incazzava vi assicuro
che faceva davvero paura

E io assomiglio a lui
ho la sua stessa voce
non fatemi arrabbiare
so essere feroce
e vi potrei far male

Mio padre l’ho visto piangere
una volta solamente
quando la mamma è morta
in quel tragico incidente

Non era più lo stesso da quel giorno
se ne andava di notte in riva al mare
suonava una vecchia armonica a bocca
con le labbra riarse di sale

E io assomiglio a lui
a quando aveva la mia età
malinconico e indolente
cosa ci faccio qua
non me ne frega niente

Mio padre
Versione acustica nello studio di Franco Pietropaoli (2009)

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