Mr. Tamburine Man – con Francesco De Gregori

Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
I’m not sleepy and there is no place I’m going to
Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
In the jingle jangle morning I’ll come following you
Though I know that evening’s empire has returned into sand
Vanished from my hand
Left me blindly here to stand but still not sleeping
My weariness amazes me, I’m branded on my feet
I have no one to meet
And the ancient empty street’s too dead for dreaming
Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
I’m not sleepy and there is no place I’m going to
Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
In the jingle jangle morning I’ll come following you
Take me on a trip upon your magic swirling ship
My senses have been stripped
My hands can’t feel to grip
My toes too numb to step
Wait only for my boot heels to be wandering
I’m ready to go anywhere, I’m ready for to fade
Into my own parade
Cast your dancing spell my way, I promise to go under it
Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
I’m not sleepy and there is no place I’m going to
Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
In the jingle jangle morning I’ll come following you
Though you might hear laughing, spinning, swinging madly across the sun
It’s not aimed at anyone
It’s just escaping on the run
And but for the sky there are no fences facing
And if you hear vague traces of skipping reels of rhyme
To your tambourine in time
It’s just a ragged clown behind
I wouldn’t pay it any mind
It’s just a shadow you’re seeing that he’s chasing
Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
I’m not sleepy and there is no place I’m going to
Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
In the jingle jangle morning I’ll come following you
And take me disappearing through the smoke rings of my mind
Down the foggy ruins of time
Far past the frozen leaves
The haunted frightened trees
Out to the windy beach
Far from the twisted reach of crazy sorrow
Yes, to dance beneath the diamond sky
With one hand waving free
Silhouetted by the sea
Circled by the circus sands
With all memory and fate
Driven deep beneath the waves
Let me forget about today until tomorrow
Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
I’m not sleepy and there is no place I’m going to
Hey! Mr. Tambourine man, play a song for me
In the jingle jangle morning I’ll come following you
Mr. Tamburine Man
Mr. Tamburine Man - Franco Fosca e Francesco De Gregori dal vivo al LettereCaffè

Note su "Mr. Tamburine Man – con Francesco De Gregori"

Scrive Franco sulla sua autobiografia x sito

Francesco De Gregori è stato x me – soprattutto negli anni Settanta in Liguria – un fratello maggiore mitico e ideale. Uno capace d dare forma alle sue ossessioni e d fartele sentire tue; uno d quelli ke, quando sei sulla strada senza sonno e senza un posto dove andare, t parla dalla piccola cassa d un mangianastri e t dice nell’orekkio cosa sta succedendo e quali sono i modi giusti x affrontare le cose, la vita, la società aliena. Con questo background, potete ben immaginare la mia gioia estasiata quando, x ben due volte, ho avuto l’onore d cantare insieme a lui su un palco. So ke gli devo molto xké Francesco è uno skivo e discreto, e nn gli piacciono granké queste cose. La prima volta fu il giorno d San Valentino del 2002, sul palketto del “Lettere-Caffè” d Trastevere: suonammo dei brani d Dylan e poi misi la mia armonica su un suo brano, “Battere e levare” (ho le registrazioni da qualke parte). Era successo questo. Ero da poco uscito dai postumi del mio secondo infarto (quello in cui sono morto x 3 mnt) e dalla convalescenza post-operatoria, e stavo organizzando una sorta d mega-ritorno sulle scene, x ringraziare tutti gli amici e i colleghi ke mi erano stati vicini. Una bella mattina (andavo a lavorare anke convalescente, xké c’era da mandare avanti la famiglia) ecco ke io e i miei colleghi busker d piazza Navona c vediamo arrivare Francesco con la sua tipica falcata principesca. Dopo i saluti, gli dissi della mia festa imminenete, e lui mi promise d venire. Mantenne la promessa, e mi fece strafelice. Poco più d un anno dopo, al “Classico” d via Libetta, l’incontro artistico si è ripetuto. Avevo già suonato col mio gruppo sul palco in occasione d un tributo all’amico Fabio Tassi, scomparso da poke settimane, e subito lui, Francesco – ke nn era in programma – mi si è era fatto sotto dicendo: “T va se saliamo a fare un brano insieme?”. Dissi d sì, ovviamente, e andammo su a fare “Tomorrow is a long time” d Dylan a due voci. Una tenerezza unica.

Ringraziamo Filippo Lombardo per aver custodito la registrazione di questo brano.

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